Quando si avvicina la stagione della semina, tra le telefonate che riceviamo una domanda è sempre in cima: quanti chili per decaro? La domanda sembra semplice, ma la risposta arriva come tre numeri diversi da tre fonti diverse. La scheda della varietà dà un intervallo; per le nostre varietà di orzo, 25-30 kg per decaro in asciutto e 22-25 kg in irriguo. Lo Stato, nel calcolare il contributo per le sementi, prende come base 23 kg per decaro. L’agricoltore, per abitudine e spesso senza alcun calcolo, semina 30 kg. Nessuno dei tre numeri è sbagliato; ognuno racconta qualcosa di diverso. L’intervallo della scheda è ciò che la varietà chiede davvero in campo, 23 kg è la base di calcolo del contributo, 30 kg è la preferenza che il seme non venga a mancare. Il nostro consiglio è restare nell’intervallo della scheda e scegliere l’estremo basso o alto secondo l’acqua del campo. La tabella qui sotto mostra questi intervalli per cinque delle nostre varietà.
| Varietà | Asciutto | Irriguo |
|---|---|---|
| Ramata (orzo polistico) | 25-30 kg/da | 22-25 kg/da |
| Manava (orzo distico) | 25-30 kg/da | 22-25 kg/da |
| Sinanbey (orzo distico) | 25-30 kg/da | Non consigliata in irriguo |
| Renan (frumento panificabile) | 22-25 kg/da | |
| Tigre (frumento panificabile) | 22-25 kg/da | |
La differenza tra chili e numero di piante
La tabella parla in chili, e c’è un motivo. Nel mais o nel girasole la dose si calcola dal numero di piante per metro quadro; poiché quelle colture producono un solo stelo, quanti semi si seminano, tante piante e tante pannocchie o calatidi si ottengono. Nell’orzo e nel frumento questo conto non torna. Un seme di orzo non resta un solo culmo; in primavera accestisce, emette nuovi culmi dalla base, e un solo seme diventa più spighe. Quanti culmi produce cambia da varietà a varietà. Se si prova a dare un numero di piante per metro quadro esce un intervallo così ampio, da 300 a 650, che in pratica non guida nessuno. I chili sono l’unica misura che si può pesare in campo e regolare sulla seminatrice, ed è per questo che le schede sono scritte in chili.
Nell’intervallo della scheda è nascosto un altro margine. Non tutto il seme messo a dimora diventa pianta. Il certificato di analisi delle sementi certificate riporta una germinabilità del 97-98 per cento, e nelle sementi di orzo questo valore non scende mai sotto l’85 per cento. In campo, a differenza del laboratorio, si perde un altro 5-10 per cento. Il terreno non dà a ogni seme la stessa umidità, uccelli e insetti ne prendono una parte, alcuni semi hanno un vigore inferiore ad altri e, soprattutto, la semina profonda fa esaurire al seme le riserve prima di arrivare in superficie. Perché la profondità di semina debba essere 3-5 cm lo abbiamo spiegato in dettaglio nell’articolo quando seminare l’orzo autunnale. Il punto importante è questo: questa perdita è già compresa nell’intervallo della scheda. Non serve aggiungere un altro margine.
Il prezzo che il seme in eccesso paga in campo
Quello che vediamo in campo è diverso. Trenta chili per decaro sono una pratica diffusa, e così tenere la regolazione della seminatrice un po’ più aperta. Dietro c’è un timore comprensibile: se il seme non basta, il campo resta rado. Eppure il seme in più ha un costo in campo, e quel costo di solito non si vede. Più la coltura si infittisce, più ogni pianta deve dividere acqua, luce e nutrienti del terreno con la vicina. Con la competizione che cresce i nutrienti non bastano, i culmi si assottigliano, le spighe restano deboli. Una vegetazione fitta non si arieggia, e le malattie attecchiscono più facilmente. Il risultato è più seme speso e meno prodotto raccolto.
Abbiamo visto anche il contrario. Un produttore che ha seminato 20 kg in un campo dove ne consigliavamo 25 è risultato persino più redditizio curando bene la coltura; le piante hanno accestito liberamente e le spighe erano grandi. Questo non significa, naturalmente, che si debba seminare meno. Quello che vogliamo dire è che restare nell’intervallo della scheda e non salire al suo limite superiore se non serve basta nella maggior parte dei campi.
La stessa logica vale per la semina tardiva. Quando il calendario slitta, la tendenza ad aumentare il seme è diffusa; noi non lo facciamo. Ciò che la semina tardiva perde è il tempo della pianta per radicare prima dell’inverno, e questo non si recupera con il numero di semi. Il seme in più porta solo la competizione descritta sopra. Quando si è in ritardo, vanno riviste la varietà e la data, non la dose.
Decidere in base al campo: asciutto, irriguo e metodo di semina
Uno dei motivi principali per cui la scheda dà due cifre, per asciutto e irriguo, è l’acqua. In asciutto l’umidità del terreno dipende dalla pioggia e non ogni seme può trovare l’acqua per germinare. Per coprire questa incertezza in asciutto si semina un po’ di più, ed è da qui che viene l’estremo alto dell’intervallo. In irriguo la germinazione è quasi garantita, si semina la quantità normale e l’estremo basso è sufficiente. Per Sinanbey, selezionata per terreni in asciutto puro, non diamo una cifra per l’irriguo perché non consigliamo la varietà in irriguo.
Il metodo conta quanto la dose. Nelle nostre zone la seminatrice è molto più diffusa ed è quella che consigliamo, per il controllo. Nella semina a spaglio il seme viene sparso in superficie a mano o con lo spandiconcime, la quantità per decaro non si può controllare e in genere si usa più seme del necessario. Con la seminatrice la quantità viene regolata, il seme è deposto in fila alla profondità voluta e i chili per decaro si possono verificare con la pesata. La regolazione cambia da macchina a macchina, per questo non indichiamo una regolazione precisa; il manuale della macchina e la pesata sui primi decari danno la taratura giusta.
Infine il conto dei sacchi. Le nostre sementi arrivano in sacchi da 50 kg e, a 25 kg per decaro, un sacco copre due decari. Per un campo di dieci decari bastano cinque sacchi, sei se in asciutto si sceglie l’estremo alto dell’intervallo.
Per tornare alla domanda iniziale: quanti chili per decaro è scritto nella scheda, e quell’intervallo tiene già conto della perdita di emergenza. Dove collocarsi nell’intervallo lo decide l’acqua del campo, e a centrare la dose ci pensa la seminatrice. Il seme in più non è una garanzia; il più delle volte è un costo nascosto. Per vedere le schede delle tre varietà di orzo una accanto all’altra si può consultare la tabella di confronto nella pagina varietà di orzo da seme. Comunicateci la superficie del campo e la disponibilità d’acqua; il nostro agronomo calcolerà quanti sacchi occorrono per le vostre condizioni: +90 506 101 01 50.